Sotto le ali della Civetta
TRA STORIA E LEGGENDA...LA SAGGEZZA DI ATHENE NOCTUA
mercoledì 23 settembre 2015
venerdì 29 maggio 2015
giovedì 4 settembre 2014
sabato 26 ottobre 2013
venerdì 23 agosto 2013
VoltarePagina: Regalo di fine estate 2013 - lascia il tuo comment...
VoltarePagina: Regalo di fine estate 2013 - lascia il tuo comment...: L'ispirazione arriva quando meno te lo aspetti, così qualche minuto fa, valutando gli andamenti delle ultime settimana e vedendo che sia...
lunedì 5 agosto 2013
giovedì 1 gennaio 2009
Ombre HURRICANE

Ombre
Mi perdo sull'immagine delle tue labbra...
spiaggia rossa di fuochi nel nero notturno
...alba di coralli .
Mi perdo in questo vento caldo che dai tuoi capelli sgorga
con mille tentacoli roventi
che mi toccano,
mi cercano...
i tuoi occhi accesi di me
spaziano dalla tua pelle alla mia,
dalla tua anima alla mia
di brividi e sussurri.
Si baciano le nostre ombre sul muro
imitando la nostra sete,
ti sfioro con la certezza del cuore,
con mani affamate e sincere,
con tenero impeto
...sopra te, isola profumata di mirra,
ricordi, risate e carezze,
allacciami alle tue braccia
incatenami all'ambra delle tue guance
e lasciami dormire
fra le lunghe gambe del nostro tempo insieme
Racconto di Giusy Ragni
Cronaca di un Natale "Vero"
racconto di Civetta
Sindel stava seduto sul muretto smangiato che costeggiava il campo Rom dove viveva con la sua numerosa famiglia da qualche mese.
Stava seduto come inebetito ciondolando le gambe stancamente e fissando l'acqua che voracemente aveva allagato ( dopo gli interminabili giorni di pioggia battente che aveva fatto esondare il grande fiume che faceva da cintura alla città a cui margini viveva tanta gente nell'indigenza) e devastato le vecchie e ingiallite roulottes ,le casupole di lamiera, e trascinato via impietosamente sedie, tavolini e vecchi materassi, biciclette sgangherate, stoviglie, indumenti e tutte le cose che erano state rimediate qua e là dagli adulti nel corso della loro permanenza lì.
I suoi occhi fissavano gli oggetti che gli passavano davanti galleggiando lentamente sul pelo di quell'acqua marrone...
limacciosa e ostile che in poche ore lo aveva privato di un posto dove dormire, di pasti caldi e del suo unico giocattolo: un modellino della Ferrari dalla vernice rossa scrostata e a cui mancava una ruota, e del suo cane Gilga annegato nella notte e trascinato nell'inferno di detriti e fango chissà dove.
Fissava gli adulti che si affaccendavano per salvare il salvabile e una donna anziana che un pò più in là spingeva via con una vecchia scopa l'acqua dalla sua baracca ma inutilmente, poichè la melma rifluiva inesorabilmente all'interno.
Una bimba dai capelli ricci e scuri, sua compagna di giochi arrampicata su un bidone di plastica cercava di trarre a sè con un bastone una bambola fradicia che galleggiando fra mille altri oggetti si allontanava da lei con i suoi azzurri occhi di bachelite sbarrati nella stessa espressione sorridente di vernice.
L'aria era gelida e sferzava, tagliando i due la pelle del volto e bruciando le dita di un color porpora acceso.
In lontananza le luci della periferia della città
promettevano un apparente calore; Sindel saltò giù dal muretto tuffando i piedi nell'acqua, si strinse nel giubotto troppo grande e si incamminò nel crepuscolo seguendo alcuni ragazzi più grandi che si dirigevano verso quelle luci.
Anche le strade cittadine rilucevano di quattro dita abbondanti d'acqua in cui si specchiavano le luminarie natalizie e le insegne dei negozi che rendevano surreale il paesaggio , le vetrine scintillanti
parevano degli strani pianeti misteriosi ricchi di cose sconosciute e meravigliose,ma per lui il Natale era qualcosa di lontano e di irraggiungibile.
Sindel si infilò in un supermercato trotterellando dietro ad un signore anziano che stava entrando a sua volta, stringendo tra le dita della mano destra il manico logoro di un grosso borsone scuro, il ragazzino aveva nella tasca qualche moneta ed era intenzionato a comprare qualcosa da mangiare ,una volta dentro cominciò ad aggirarsi tra gli scaffali colmi di cioccolata ,biscotti ,caramelle ,frutta ,pane ...gli occhi di Sindel cercavano pazientemente il prezzo più adatto alle sue possibilità ma non era facile trovare qualcosa che costasse cosi poco; 99centesimi di euro non erano davvero molto,ma lui non si lasciò scoraggiare e continuò la sua ricerca finchè senza volerlo andò a sbattere proprio contro lo stesso signore anziano incontrato all'entrata, sollevò il suo faccino dalla pelle scura e dalle guance arrossate dal freddo e guardò l'uomo dritto in faccia ma con un espressione spaurita ,
l'anziano lo fissò un attimo e compreso il suo disagio gli disse:
" non ti preoccupare piccolo non ti sgrido, che cosa c'è? Hai fame?" Sindel fece cenno col capo di si...aveva fame .
"Eehh ti capisco anche io sai con la pensione che ricevo non posso mangiare molto... "
" ...ma ...sei solo? Tua madre dove sta? ", si informò l'uomo.
ll bambino rispose nel suo italiano migliore: "Mia madre è morta, sto con famiglia Rom ma tanta acqua ha portato via il mio letto..."
il vecchio lo guardò dolcemente,in un solo attimo negli occhi di quel bimbo vide scorrere anche la sua vita fatta di sacrifici e dolori, di pesanti lavori malpagati svolti in gioventù, di ingiustizie e solitudine ,dopo che la moglie lo aveva lasciato solo perchè troppo malata per farcela con i pochi soldi di una pensione al limite del ridicolo che non permetteva nemmeno di curarsi. Erano ormai sette anni che viveva cosi e si arrangiava come poteva con le poche centinaia di euro che lo Stato gli passava e che erano spazzate via ogni mese da affitto e medicine ; ben poco restava per cibo e abiti e alla sua età quando capitava faceva ancora qualche lavoretto per tirare avanti.
Alfredo. ,cosi si chiamava, sentì un nodo allo stomaco e due lacrime brucianti sulla soglia delle ciglia,le ricacciò in gola perchè a lui tanti anni prima il nonno aveva insegnato che gli uomini non piangono , posò una mano sui capelli corvini di Sindel e gli chiese: "Senti oggi è la vigilia di Natale ,è una festa per quelli che hanno tanti soldi, io non ho molto ma se vuoi venire con me a casa mia , c'è un po' di minestra calda un pò di televisione e potrai giocare con il mio gatto Mustafà; che ne dici ti va? "
Il bambino annuì, ma un attimo dopo aggiunse: "Ma tu ce l'hai il panettone? "
Alfredo rimase un attimo in silenzio poi rispose : "No non ce l'ho ma adesso vediamo che si può fare"
tirò fuori il vecchio portafogli sdrucito e contò il denaro rimasto dalla spesa appena fatta; due euro...di certo non bastavano per comprare un panettone .
La mente di Alfredo elaborò in fretta,dentro di lui si accavallavano sentimenti contrastanti ;la voglia di fare felice Sindel ma nello stesso tempo la sua onestà che prendeva il soppravvento perchè ...Si ,gli era passata via veloce nella testa l'idea di rubarlo quel panettone che per quel bambino era il simbolo di un Natale a lui negato da sempre.
L'ultima esitazione svanì al passaggio davanti a loro di una donna in pelliccia che teneva per mano una bambina bionda rosea pulita e grassa dall'espressione bamboleggiante e paciosa, tutto il contrario di Sindel che era minuto con quelle sue quattro ossa che si perdevano nel giubotto largo e scolorito,la pelle scura , gli occhi vivaci e curiosi; Alfredo si mosse deciso, disse al bambino: " Non muoverti da qui torno subito poi andiamo a casa ; ho dimenticato una cosa..." e sparì velocemente tra gli scaffali con il suo borsone scuro.
L'uomo raggiunse il reparto dei dolciumi, si guardò intorno con circospezione, finse di cercare altri prodotti, assunse un aria disinvolta e poi appena fu certo di non essere visto gettò letteralmente un panettone nella borsa, poi prosegui tranquillo fino all'uscita, dove fece cenno a Sindel di raggiungerlo,
prese il bimbo per mano e chiese a una cassiera di poter passare spiegando che aveva già fatto la spesa e pagato ma che poi aveva dovuto tornare indietro perchè al "suo nipotino" scappava pipì.
Fu cosi naturale e sicuro di sè che la signorina gli sorrise fece un buffetto sulla guancia a Sindel e li fece passare.
Furono finalmente all'aperto l'aria era freddissima e le mille luci colorate dei decori natalizi sembravano andare in frantumi o cristallizzarsi nel gelo.
Ad Alfredo il cuore batteva in petto come un tamburo e lui si sentiva pieno di vergogna, non aveva mai rubato nulla in vita sua,ma non era pentito aveva deciso di dare pur nella sua povertà un Natale a quell'esserino che gli stringeva la mano e lo guardava esterefatto ; probabilmente nessuno mai gli aveva tenuto cosi la manina.
Percorsero il viale che portava alla sua abitazione; l'acqua che aveva allagato la città si era qua e là ritirata e la gente affollava nuovamente i negozi e i bar ; nell'aria si sentivano gli odori invitanti uscire dai ristoranti e dalle pizzerie che si mescolavano con i profumi delle signore che passavano accanto
a Sindel e Alfredo stringendo pacchetti e buste delle boutiques; ogni palazzo risplendeva di luci e colori e in lontananza si poteva scorgere il grande abete, che era stato posto nella piazza più importante, svettare fiero di decorazioni e luminarie, e il cui puntale sembrava infilarsi nel blu ovattato del cielo.
Alfredo si fermò davanti al portone di un palazzo fatiscente, infilò la chiave nella toppa ed entrò invitando Sindel a seguirlo.
Mentre salivano un gatto nero scivolò via silenzioso al loro passaggio e entrambi respirarono a pieni polmoni un caldo profumo di minestrone che invadeva la tromba delle scale.
Sindel sentì la sua pancia brontolare e si rese conto che i suoi piedi erano semicongelati.
La porta di quella casa semplice, aprendosi mostrò a Sindel un mondo sconosciuto fatto di tendine alle finestre, lenzuola un pò ruvide e rattoppate ma candide e profumate di lavanda, di cataste di libri allineate per bene in terra; Alfredo per necessità aveva dovuto vendere qualche mobile e ora molti oggetti facevano mostra di sè sul nudo pavimento di mattoni o giacevano in scatoloni recuperati al centro commerciale .
Ma la stanza che affascinò di più Sindel era di certo il bagno, lindo e ordinato corredato da pochi prodotti per la pulizia del corpo ma caldo e invitante. Un grande accappatoio giallo stava appeso ad un gancio e per terra un tappeto a forma di rana rallegrava un pò; a sinistra alcuni pacchi di carta igienica erano posati sulla lavatrice e sulla mensola dello specchio un piccolo vasetto sbeccato conteneva una rosa bianca di seta.
Alfredo disse al bambino di girare pure liberamente per la casa e fare come se fosse stata la sua, ma Sindel rispose con voce indefinibile che lui non aveva mai avuto una casa nè mangiato il panettone e nemmeno mai fatto l'albero di Natale .
Alfredo si affaccendava tra i fornelli per dare a Sindel una cena decente, riscaldò la minestra che era avanzata a pranzo e poi mise a bollire delle patate, tirò fuori dalla credenza dei dolcetti e dal frigorifero una mezza bottiglia di vino, riflettendo poi sul fatto che al bambino però era meglio non farlo assaggiare riempì una bottiglia di plastica con l'acqua del rubinetto; decorò alla meglio la tavola con due candele e un vecchio centrino rosso che la "sua" Elena aveva fatto all'uncinetto tanto tanto tempo prima, e al centro pose il panettone.
Lo zingarello con il naso appiccicato ai vetri della finestra, appannati e gelidi osservava silenzioso le macchine che passavano in strada e le mille e mille finestre animate da luci rosse blu gialle e verdi che disegnavano frenetici balletti elettrici nel buio, un'eco lontana portava voci, risate e suoni di clacson
e...una musica , Sindel aguzzò la vista e l'udito per capire da dove provenisse; in fondo alla via, seduto per terra sopra qualche foglio di cartone proprio vicino all'entrata di un lussuoso ristorante c'era un ragazzo che suonava la fisarmonica e accucciato al suo fianco un grosso cane dal manto chiaro.
La musica saliva sempre più forte e nitida riuscendo a sovrastare il brusio della gente e i rumori delle auto; qualche passante gettava delle monete nel bicchiere di latta che stava davanti al muso del cane immobile.
Sindel ascoltava attento e la sua attenzione incuriosì il vecchio che staccandosi dalla cucina mosse qualche passo verso la finestra e esclamò: "Che guardi con tanto interesse ? "
Sindel rispose: " Ascolta nonno che bella musica!!"
Alfredo trasalì e si senti rimescolare,il bambino lo aveva chiamato "nonno"!!
il bimbo continuò: "...quel ragazzo là in fondo con il cane...che bello che cane grande!" e poi rattristandosi in volto aggiunse: " il mio cane era piccolo...è annegato".
Alfredo scrutò la strada e pensò che alla fine lui, malgrado tutto stava molto meglio sia dello zingarello, che di quel povero disgraziato che suonava al freddo seduto per terra, e meglio anche di tante e tante altre persone che stavano là fuori e popolavano questa ingiusta terra.
Decisamente per lui quella sera era speciale, si sentiva strano ma sapeva che doveva seguire l'istinto, disse al bimbo di correre giù in strada, di parlare con quel ragazzo e dirgli che se voleva poteva salire e stare con loro, dividere la loro minestra e il caldo della casa e...il panettone .
Sindel non se lo fece dire due volte e come se l'anziano uomo avesse interpretato i suoi stessi pensieri volò giù per le scale con l'energia di uno scoiattolo e in un attimo fù davanti al suonatore solitario che completamente immerso nell'esecuzione di un canto natalizio nemmeno lo vedeva.
Il bimbo accarezzò il cane in attesa che la musica cessasse, di li a poco l'armonica taque e il ragazzo sollevò la testa.
"Ciao!" esclamò Sindel, "... il "nonno" mi ha detto di invitarti a mangiare la minestra con noi e anche il panettone "-
Il ragazzo fissava il bambino senza aprire bocca, con l'espressione di chi aveva imparato a non farsi troppe domande ma cogliendo prontamente l'occasione di mangiare qualcosa, si alzò, raccolse le sue cose, fece un cenno al cane e seguì docilmente lo zingarello.
Una volta dentro casa il vecchio accolse calorosamente il ragazzo biondo e preparò anche una vecchia ciotola per il cane; gli chiese come si chiamava ed egli rispose : " Dimitri...mi chiamo Dimitri ,grazie dell'invito, e questa è Kalinca ,una femmina di Labrador ,l'ho raccolta che era cucciola sulla tangenziale cinque anni fa"
Alfredo gli fece ancora qualche domanda poi gli disse brevemente di sè e dell'incontro con Sindel e della sua decisione di non passare il Natale da solo.
Già...il" Natale" quella rutilante , ricca festa che accendeva le città di luci e profumi, di campane e di quell'atmosfera magica di regali e buone intenzioni; ma che negli angoli bui e dimessi della periferia dove non venivano appese stelle nè alberelli luminosi, dove non c'erano negozi di lusso e bimbi sorridenti,scavava ancora di più, incoscientemente quel baratro di differenze sociali e schiacciando sotto le immagini panciute di Babbo Natale le sofferenze di chi non era ammesso alla tavola della buona sorte.
Là nei vicoli puzzolenti, tra baracche e sterpaglie un' altra umanità assisteva in lontananza alla gioia delle celebrazioni Natalizie. In silenzio. Come uniche luci gli occhi dei bambini aperti sulla speranza di un giorno non "migliore" ma almeno" diverso".
I tre commensali mangiarono scambiando poche parole e gustando la cena che se pur modesta era per loro un dono del cielo.
Finalmente arrivò il momento di tagliare il panettone ,Sindel si avventò sorridente su di un enorme fetta e la divorò in un attimo facendo ridere Alfredo e Dimitri , in un angolo del salotto sul vecchio tappeto che un tempo doveva essere soffice e colorato Kalinca e Mustafà socializzavano,il profumo del caffè invase piacevolmente la casa e il vecchio pensionato si sentiva soddisfatto e commosso, osservava il bambino che con lo stomaco finalmente sazio si era addormentato sul divano, le lunghe ciglia scure tremolavano nel sonno e il visino provato dagli stenti si era disteso.Era cosi piccolo in fondo e già ne aveva passate tante ,chissà quali pensieri passavano in quella testolina e che dolori...che spaventi!
Anche Dimitri disteso sul vecchio materasso recuperato dal ripostiglio si era assopito con la sua fisarmonica al fianco e il cane ai suoi piedi, aveva un aspetto malinconico, i biondi capelli disordinati ricadevano sulla fronte, il volto era bello ma segnato dalle sofferenze, era un giovane uomo nel pieno della sua forza fisica ma in lui si intuiva qualcosa di lacerante che lo aveva isolato e reso taciturno.
Alfredo li copri entrambi con qualche coperta, poi in punta di piedi andò nella sua stanza, si sdraiò e con gli occhi fissi al muro tirò un lungo respiro e finalmente nel buio liberò le lacrime che gli riempivano il petto;
pensò alla sua cara sposa che dal cielo certamente lo osservava ed era fiera di lui e alla giornata appena trascorsa ; pensò a quante persone in quel momento ovunque nel mondo era negato il Natale , a quanti erano soli .
Quante persone stavano al freddo e a pancia vuota .
Si sentì nel suo cuore fortunato ma anche immensamente triste e impotente avrebbe voluto fare qualcosa per ognuno di loro ma non poteva e con rabbia pensò anche che chi aveva i mezzi per fare qualcosa invece non faceva nulla, ma spargeva solo indifferenza.
Fuori cominciava a nevicare ,il gatto gli si raggomitolò sui piedi facendo le fusa,in lontananza si sentivano i canti natalizi provenire dalla chiesa del quartiere per la Messa di mezzanotte...chiuse gli occhi e si addormentò.
Il Natale non è una bella festa per tutti, ma Alfredo aveva dimostrato che le cose si possono cambiare ,basta volerlo ,basta guardarsi intorno e capire che non ci sono differenze ,che tutti hanno il diritto di ricevere un regalo, una carezza , un piatto di cibo caldo ,una buona parola e non solo a Natale ma nella vita di tutti i giorni ,perchè siamo tutti figli di Dio , di quel Dio che non sempre riesce a rimediare all'indifferenza e alla malvagità umana .
Buon Natale .
scritto da Civetta
La verità zingara
Dov'è la verità zingara?
Da quando mi ricordo
giro con la tenda il mondo
cerco amore ed affetto
giustizia e fortuna.
Sono invecchiato sulla strada
non ho trovato vero amore.
Non ho sentito la parola giusta.
Dov'è la verità zingara?
Rasim Sejdic
Dov'è la verità zingara?
Da quando mi ricordo
giro con la tenda il mondo
cerco amore ed affetto
giustizia e fortuna.
Sono invecchiato sulla strada
non ho trovato vero amore.
Non ho sentito la parola giusta.
Dov'è la verità zingara?
Rasim Sejdic
martedì 14 ottobre 2008
"...Ti ascolto."
Ti ascolto...
tempeste di pensieri
muovono
tutti i sensi...
pantere nere nella mente
in corsa
che si schiantano
contro la tua sospirata schiena
si frantumano
in una pioggia di parole
ed è amore
incessante dolente esaltante
come temporale
di pioggia e fulmini
di lampi sulla pelle
dirompenti brucianti
mentre si alzano in volo
mille aquile dal cuore
oscurando il cielo
dilatando il tempo
che si aquieta sulla tua bocca
che cosi profondamente mi ama...ti ascolto
Hurricane
domenica 31 agosto 2008
D'eterno incanto
Immensa pianura
rigogliosa e fiera
...soddisfatta e traboccante
spumeggiante del mio sogno
desiderio alle sponde notturne...
germogliato
cullato
annerito di silenzio
illuminato
da un unico lungo bacio
intenso ,caldo ,avvolgente
riconosciti
anima mia
in questo attimo
d'eterno incanto.
Hurricane
Immensa pianura
rigogliosa e fiera
...soddisfatta e traboccante
spumeggiante del mio sogno
desiderio alle sponde notturne...
germogliato
cullato
annerito di silenzio
illuminato
da un unico lungo bacio
intenso ,caldo ,avvolgente
riconosciti
anima mia
in questo attimo
d'eterno incanto.
Hurricane
martedì 19 agosto 2008
Il Miracoloso Vaccino
EDITORIALE
Il "Miracoloso" vaccino
scritto da Civetta per EvulonPer chi ancora non ne avesse sentito parlare informo in questo editoriale che Gardasil e Cervarix sono alcuni dei vaccini contro il papillomavirus che da quest’anno, anche in Italia, verranno somministrati in massa e gratuitamente alle donne che vorranno spontaneamente farsi vaccinare perchè nonostante la campagna informativa non sia esplicita è facoltativo e non obbligatorio ma vivamente consigliato a partire dai 12 anni: circa 280.000 preadolescenti vengono invogliate a sottoporsi alla vaccinazione da una campagna mediatico-farmaceutica di notevole volume.
Cosa sono i vaccini contro il papillomavirus?
Sono efficaci? Necessari? Innocui?
Rischiosi?
E perché siamo consigliate, «spinte» a vaccinarci?
l'anno scorso i mass media hanno iniziato a divulgare la seguente notizia: dal 2008 sarebbe stato possibile accedere gratuitamente alla vaccinazione contro il papillomavirus umano (Human Papilloma Virus, HPV, un virus ritenuto responsabile di alcuni tipi di cancro al collo, o cervice, dell'utero) e la vaccinazione sarebbe stata gradualmente estesa a tutta la popolazione femminile dai 12 anni in su.
Dalla stesura poco chiara delle dichiarazioni e degli articoli, sembrava che fosse una vaccinazione obbligatoria.
Se ci si informa in modo più approfondito si viene a scoprire che cosi non è.
Perchè questa mancanza di chiarezza?
Si tratta di una nuova vaccinazione a livello di massa, al momento, non ancora resa obbligatoria
e stranamente non approvata dai pediatri e perchè ?...vi chiederete voi.
Perchè alcuni dati sugli effetti collaterali del vaccino in questione, non sono affatto rassicuranti ma la popolazione femminile non viene informata di questo. Le donne prima di decidere liberamente se vaccinarsi o meno – dovrebbero poter avere un quadro chiaro e generale dei pro e dei contro rispetto al mercato farmaceutico, e alle informazioni edulcorate di comodo.
Il vaccino è tetravalente (Gardasil), per cui contiene quattro diversi tipi di papillomavirus (tipi 16 e 18 responsabili di tumori e 6 e 11 che provocano condilomi). è molto difficile contrarre contemporaneamente quattro diversi tipi di virus allo stesso tempo il nostro organismo non è predisposto per far fronte in maniera efficace a questa eventualità. Ci sono in commercio anche vaccini bivalenti (Cervarix) L'immunizzazione totale non è assicurata nemmeno secondo le statistiche ufficiali. E poi dobbiamo tenere in conto che la sperimentazione e gli studi in merito non sono datati in modo rilevante per essere validi. Il prof. Antonio Perino, direttore della Clinica Ginecologica dell’Università di Palermo e coordinatore dello studio internazionale multicentrico FUTURE (Females United to Unilaterally Reduce Endo/Ectocervical Disease) definisce il vaccino « recente » e che la copertura data è di 4,5 anni (questo è ciò che riporta il foglietto illustrativo del vaccino, e aggiunge che sono in corso studi a più lungo termine). Dopo questo periodo, dunque, si devono fare i richiami? E per quante volte? A che pro?
Nelle sperimentazioni cliniche del Gardasil è stato ingaggiato un basso numero di donne (1.200 di età compresa tra i 9 e i 15 anni), le più giovani delle quali seguite solo per periodi brevi – 18 mesi dati diffusi da fonti attendibilissime di informazione estera. Uno studio ridicolmente a lungo termine. Valido solo per le sperimentazioni su animali.
Innocuo e valido? Non è sicuro affatto che lo sia.
Non esistono dati di efficacia e di innocuità del vaccino. Nemmeno per le adolescenti. Ossia non esistono studi a lungo termine condotti su questo fronte che dovrebbe essere certo sin dall'immissione sul mercato di un farmaco. É stato dichiarato su bollettini ufficiali invece che negli adolescenti di età compresa tra 9 e 15 anni, in cui non è possibile eseguire studi di efficacia, sono state condotte delle valutazioni della risposta immune indotta dalla vaccinazione». Non esistono dunque studi sull'efficacia neanche per quelle 280.000 preadolescenti che saranno vaccinate per prime?
Dati raccolti sulla pericolosità del vaccino da fonti giornalistiche e sanitarie estere
«All'11 maggio 2007, il sistema di farmacosorveglianza post-marketing sui vaccini VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System) degli Stati Uniti, annoverava 1.637 reazioni avverse digitando la sigla HPV4, che corrisponde alla vaccinazione con Gardasil. Di queste reazioni, 371 sono definite gravi. Delle 42 donne che hanno ricevuto Gardasil mentre erano incinte, 18 sono andate incontro a reazioni avverse, che variavano tra l'aborto spontaneo ed i danni fetali. La paralisi, la paralisi di Bell (paralisi facciale), la sindrome di Guillain Barré e le convulsioni sono alcuni dei gravi eventi neurologici avversi associati alla vaccinazione con Gardasil. Nel database sono segnalati anche tre casi di tre persone morte dopo aver ricevuto il vaccino. Una ragazza è morta per trombosi tre ore dopo aver assunto Gardasil. Due ragazze di 12 e 19 anni sono morte per problemi cardiaci e/o per trombosi» (Judicial Watch, 2007 in http://www.judicialwatch.org/archives/2007/GardasilVAERSDeaths.pdf e http://www.judicialwatch.org/archives/2007/GardasilVAERSReports.pdf).
Negli USA , si sono verificate altre tre morti correlate al vaccino: sono state riportate in un articolo di Janice Hopkins Tanne apparso sul British Medical Journal (9 giugno 2007). L'EMEA (European Medicines Agency) a inizio anno ha segnalato altre due donne morte in seguito al vaccino, una in Austria e l'altra in Germania (EMEA, “Press Release – EMEA statement on the safety of Gardasil”, 24 gennaio 2008).
insomma per concludere per l'ennisima volta i nostri diritti vengono tralasciati in modo riprovevole,siamo oggetti? Numeri? Burattini?
E quanto vale la vita di un essere umano?
Siamo trattati alla stregua di cavie da laboratorio che per quanto sono degne di rispetto non meno di noi, e tutte quelle donne che non leggeranno questo editoriale e gli altri articoli che parlano di questo « miracoloso » vaccino da chi saranno tutelate?? chi gli dirà la verità? Quante ancora andranno incontro al rischio portato dalla disinformazione? O meglio dal rischio di un'informazione camuffata, falsata, ambigua?
e le nostre bambine ...le nostre figlie chi le proteggerà?
scritto da Civetta per Evulon
lunedì 4 agosto 2008
UNA GRADEVOLISSIMA PAGINETTA DI FINE ESTATE

TRATTO DA: CRITICHE MUSICALI DI GIORGIO SOLLAZZI
Avrei potuto scrivere del Tannhauser di Wagner, di Tapiola di Smetana, del Divertimento per archi di Bartòk o della Decima Sinfonia di Mahler, per tacer di Trope di Boulez.
Ma si è di festa! Bando alle complicazioni e alle elucubrazioni da intellettuale sinistrorso. Vuoi mettere una bella cocomerata?
Magari accampagnata da vino, donne e canto?
E così, eccoci all'Invito alla danza (titolo originale del brano) per pianoforte, scritto da Carl Maria von Weber, nel 1811.
Anzi, ad essere precisi, il l'Ur titolo (il titolo primigenio) era Rondò brillante.
Però così suonava generico e un po' déjà-vu e sicuramente poco appetitoso.
Facendo una sorta di brain storming pubblicitario ante-litteram, il nostro Carl pensò: il Rondò è una danza - demodé - brillante, quindi scintillante, preziosa, movimentata ecc.
Si decise quindi per Invito - in questo modo non entrava in competizione pianistica con nessuno; non dimentichiamoci quante composizioni "brillanti", nonché roboanti, erano state scritte dai pianisti che già erano più dei granelli di sabbia, fin da allora, e facevano a gara a chi era più virtuoso nell'eseguire le composizioni senza che si intrecciassero le dita alla Fantozzi -; dicevo Invito a che? Ma alla Danza, parbleu!
E il fruscìo delle ampie gonne di giovani donne senza nulla sotto (ebbene sì, non tutte portavano le "culotte") già risuonava nelle orecchie di Weber quando ebbe il colpo di genio.
L'opera pianistica ebbe un ottimo successo solo che lasciava un po' interdetti gli ascoltatori che vedevano le proprie gambe muoversi a ritmo di musica e osservavano la sensualità libidinosa delle donne che compivano lo stesso gesto.
Ma muovere come?
Il Rondò. E chi si ricordava i passi? Giusto qualche vecchia contessa imbellettata in odor di santità.
E allora sia!
INVITO AL VALZER: la danza più scatenata dell'epoca.
Un momento. Non penserete mica ai Valzer degli Strauss?
Quelli verranno cinquanta-sessanta anni dopo e saranno destinati alle dame di corte, quindi "pulite" anche se in vena di perder la testa tra le bollicine di Champagne e i giri vorticosi su se stesse.
No, il Valzer scoperto nelle campagne e danzato dai Rom ungheresi poco inclini, è risaputo, al comportamento da galantuomini in guanti bianchi e cicisbei.
Un bell'agguantare la donna e mimare la copula, senza mezzi termini.
domenica 3 agosto 2008
Editoriale
Fiabe, storielle, trappole e tranelli
Fiabe, storielle, trappole e tranelli
Ormai Internet è parte integrante della nostra vita è innegabile.Il web fa parte del nostro quotidiano ,e ne facciamo uso per svariati motivi: lavoro svago, informazione, giochi, arte e chi più ne ha più ne metta; ovviamente navigando si vede di tutto, si trova di tutto.
E come tutte le grandi invenzioni è una medaglia a due facce: ci trovi il « bene » e ci trovi il « male ».
Perchè ho aperto un discorso simile vi starete domandando voi che leggete; giusta domanda, ora arrivo al punto.
Il grande dilemma: l'incognita, il raggiro, in breve « La Bufala »: ci possiamo imbattere purtroppo in questi sgradevoli tranelli unitamente allo spam al phishing e in chissà quali diavolerie future. E' per questo che dobbiamo essere tutti attivi per impedire a queste « bufale » di diffondersi e sottrarre denaro alle persone oneste.
Io personalmente voglio segnalare a tutti quanti una pagina che offre un favoloso e facile lavoro online, vaneggiando di guadagni ipergalattici e che vi invia un «kit»...
Scritto da Civetta per Evulon
per iniziare a lavorare alla modica cifra di 10 euro.
In effetti, veramente vi arriva una mail con un file zip (ho fatto personalmente l'esperienza di versare il denaro e chiedere la spedizione del kit per capire e approfondire; denaro che mi è stato prontamente e prudentemente restituito ...intuito? )
Un file zip, vi dicevo che contiene delle parziali istruzioni e un codice html per la costruzione di una pagina che pubblicizza la stessa identica bufala in cui siete cascati pagando i 10 euro, ma di un effettivo lavoro online non v'è traccia. Praticamente si pubbliciza il nulla, si vende il nulla e si pagano 10 euro per diventare il dente di un ingranaggio che in parole povere è un raggiro.
Qui vi allego il link in questione e spero che questa piccola indagine condotta da me e da Evulon serva a mettere in guardia tutte le persone che effettivamente hanno bisogno di arrotondare le proprie entrate e che nella speranza di trovare una fonte di guadagno diventano inconsapevolmente complici di una truffa o comunque di una specie di Catena di sant'Antonio poco onesta perchè poi effettivamente se voi mettete online questa pagina con la vostra mail e il vostro conto paypal i soldi vi arrivano, ma sono frutto della credulità di persone che hanno bisogno di un lavoro e che ci rimettono non solo 10 euro ma la loro coscienza, e non è poco, mi pare.
ECCO QUI IL FAMOSO
LINK
E QUESTO È SOLO UNO DEI TANTI ...
NON CREDETE A QUESTE COSE E NON BUTTATE IL VOSTRO DENARO E LA VOSTRA ONESTÀ
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